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Fino al 9 ottobre a Mart, in Trentino, potrete ammirare la splendida mostra I pittori della luce. Dal divisionismo al Futurismo.

L’esposizione

L’esposizione inaugurata il 25 giugno è dedicata a Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Emilio Longoni che hanno influenzato le avanguardie del Novecento ed in particolare il Futurismo, i cui rappresentati sono stati Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini.

Il ritratto di Umberto Boccioni del 1906 diventò l’icona del nuovo stile: il Ritratto di Sophie Popoff fu un inno alla luce e ai colori dei pittori tardo simbolisti. La tecnica utilizzata fu quella del puntinismo arricchito, però, di piccole barrette colorate: toccò poi all’occhio dell’osservatore mettere tutto insieme e contemplare il risultato.

La tecnica audace ed innovativa non passò inosservata ai colleghi francesi. I divisionisti, traduzione italiana dei puntinisti francesi, posero, così, le basi di una nuova arte il cui metodo era lo stesso usato Oltralpe, ma ai puntini vennero aggiunti filamenti di colore puro, quasi impercettibili, che nel contesto generale donarono profondità e luce.

Alla teoria sentimentale impressionista di qualche anno prima subentrò quella ottica e fisica dei divisionisti che furono, riflettendoci, anche un po’ scienziati: il colore puro ottenuto attraverso la divisione prismatica che compone lo spettro visibile, non è certo cosa di poco conto.

In esposizione ci saranno, poi, i celebri dipinti Ciò che mi ha detto il tram di Carrà, quadro che inaugurò lo stile dinamico del Futurismo, e Il pianeta Mercurio passa davanti al sole di Balla che rappresenta lo spazio osservato col telescopio in chiave «moderna».